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Trattamento laser dei tatuaggi in vitro e in vivo


È stato svolto uno studio per analizzare l'assorbimento di inchiostro dei tatuaggi in base al loro comportamento in vivo e in vitro sotto irraggiamento laser per migliorare la rimozione dei tatuaggi con questo metodo.

È stato caratterizzato l’assorbimento di 21 inchiostri per tatuaggi tramite spettroscopia ottica di riflessione in una lunghezza d'onda da 300 a 800 nm da campioni costituiti da inchiostri misti a gelatina.
Gli inchiostri dei tatuaggi sono stati rimossi in vitro utilizzando laser pulsato con diverse variabili, ed è stata effettuata l'analisi morfologica delle zone irradiate.

Per questo studio, una persona volontaria è stata tatuata con 2 degli inchiostri in esame.

Le principali misure di esito sono state il primo approccio alla dose ottimale per la rimozione del pigmento nei modelli in vitro, e la correlazione tra la situazione in vitro e quella in vivo alla dose ottimale.

La spettroscopia di riflessione ha facilitato la selezione delle lunghezze d'onda laser più adatte alla rimozione del tatuaggio. Gli inchiostri rosso, arancione e rosa sono stati schiariti con successo a 532 nm con 0.6 J/cm2; l’inchiostro marrone a 1064 nm con 0.3 J/cm2; giallo e verde a 448 nm con 2.6 J/cm2; e blu a 600 nm con 0.9 J/cm2. Colori simili hanno risposto nei tatuaggi in vitro e in vivo con la stessa efficienza alle variabili del laser.

In conclusione, è stato raggiunto un alto rendimento nella rimozione di tatuaggi in vivo utilizzando un’irradiazione con una lunghezza d'onda alla quale la percentuale di riflessione del pigmento è minima. A questa condizione, gli impulsi laser possono essere utilizzati a più bassa fluence, riducendo al minimo gli effetti negativi e il tempo clinico. ( Xagena2010 )

Gómez C et al, Arch Dermatol 2010; 146: 39-45


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